Fiera di Cremona, 7-8 ottobre 2010

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Alla Fiera di Cremona, il 7 e 8 ottobre 2010, si terrà la quarta edizione per il Forum Internazionale degli Acquisti Verdi.
link: forumcompraverde

Oratorio di San Giacomo Maggiore

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L’oratorio di San Giacomo Maggiore, realizzato dal Gruppo Mattarei e progettato dall’Arch. Carlo Visioli, sorge proprio all’interno del giardino antistante alla Parrocchia, che si estende su una superficie di circa 1550 m2. L’edificio è composto da due piani, di cui uno interrato, destinato a funzioni di servizio ed uno fuori terra, caratterizzato da spazi molto illuminati quali una sala polivalente con accesso a internet e due sale riunioni utilizzabili per corsi di formazione e incontri.

L’elemento distintivo del fabbricato è la sua copertura, la cui forma ricorda le ali di un gabbiano, simbolo della funzione collettiva e dinamica associata all’intera struttura. Il ruolo sociale dell’oratorio ha influenzato la progettazione, che ha posto una particolare sensibilità e attenzione nei confronti delle tematiche relative alla sostenibilità e all’impatto energetico- ambientale.

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Il metodo costruttivo adottato, per la realizzazione, dal Gruppo Mattarei, è X- Lam, caratterizzato da elementi di parete, di solaio e copertura realizzati con strati sovrapposti di lamelle di legno. Ciascuna lamella è formata dalla giunzione a pettine di tavole di legno strutturale, individualmente classificate secondo la resistenza meccanica. La disposizione incrociata delle lamelle conferisce una notevole stabilità dimensionale e di forma al pannello stesso, nonché buone caratteristiche meccaniche, in tutte le direzioni.

Il sistema, interamente costruito con pareti portanti in pannelli multistrato di legno, dello spessore di 10 cm, rivestite da uno strato isolante “a cappotto” con pannelli in fibra di legno dello spessore di 12 cm, è stato preventivamente lavorato in azienda e assemblato a secco in cantiere.

Per quanto concerne la copertura, realizzata anch’essa in legno, è stata privilegiata la scelta di lasciarla a vista in molti ambienti, per renderli più suggestivi e di isolarla con una membrana di barriera a vapore, un impermeabilizzante ed un manto di rivestimento metallico. Ciò consentirà, anche nelle condizioni atmosferiche più avverse, di proteggere l’involucro dall’umidità, lasciandolo “respirare”.

In conclusione, quest’opera è stata concepita per assicurare il miglior comfort all’interno degli ambienti, un clima più asciutto ed una temperatura interna costante. Inoltre, l’uso del legno ha garantito l’edificazione, in un solo mese, della struttura portante che, grazie alla sua resistenza e deformabilità, è anche ideale per sopportare le sollecitazioni tipiche dei fenomeni tellurici.

L’impianto di climatizzazione è coadiuvato, per quanto riguarda il trattamento dell’aria, dal calore di quattro sonde geotermiche, a 125 ml di profondità e da pannelli solari- termici. La falda ovest, inoltre, è stata studiata per installare un impianto fotovoltaico, che genera energia elettrica e soddisferà il 70% del fabbisogno stimato dell’oratorio, a garanzia di un’elevata autonomia, sostenibilità e rispetto dell’ambiente.

I progetti vincitori del Premio Sensi Contemporanei_Qualità Italia Giovani

Il 10 giugno 2010, presso l’Auditorium del Maxxi di Roma, nell’ambito della Festa dell’Architettura di Roma “Index Urbis”, sono stati proclamati i vincitori del Premio Qualità Italia Giovani, riservato ai progettisti “under 40” che hanno partecipato ai concorsi di Qualità Italia attuati nell’ambito di Sensi Contemporanei, programma in ambito culturale per lo sviluppo socio-economico delle Regioni del Sud Italia.

Il Premio Qualità Italia Giovani mira a fare emergere e sostenere i più meritevoli tra i giovani progettisti che hanno partecipato in qualità di capogruppo ai 13 concorsi banditi dalle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e prevede l’assegnazione di tre premi in denaro e tre menzioni: 8.000 euro per il progetto primo classificato, 5.000 euro per il secondo, 3.000 euro per il terzo. Sono stati ammessi al Premio 35 progetti, firmati da gruppi guidati da progettisti “under 40” (o “under 35”, per dieci di essi), che sono stati valutati dalla Giuria in base all’originalità e alla qualità della soluzione architettonica, alle scelte progettuali, al rapporto con il contesto, e alla capacità innovativa delle soluzioni tecnologiche adottate.

Premi

1° premio: Accesso agli antichi Rioni Sassi: giardino urbano – infrastrutture ipogee a Matera, progetto redatto dal gruppo guidato da Angelo Lunati (Onsitestudio)

2° premio: Scuola materna a Bisceglie (BA), progetto redatto dal gruppo guidato da Giampaolo Bianco

3° premio ex aequo: Ampliamento della biblioteca provinciale P. Albino di Campobasso, progetto redatto dal gruppo guidato da Ivano Verde

3° premio ex aequo: Ampliamento della biblioteca provinciale P. Albino di Campobasso, progetto redatto dal gruppo guidato da Yves Malysse

Menzioni

La giuria ha assegnato anche tre menzioni a progetti redatti da progettisti “under 35” :

Centro culturale a Olivadi (CZ), progetto redatto dal gruppo guidato da Cristiana Garofalo

Riqualificazione di uno spazio urbano a San Giorgio Morgeto (RC), progetto redatto dal gruppo guidato da Domenico Condelli

Accesso agli antichi Rioni Sassi: giardino urbano – infrastrutture ipogee a Matera, progetto redatto dal gruppo guidato da Gianni Cinquegrana

Menzioni speciali

A sottolineare il successo già conseguito, la giuria ha deciso, inoltre, di assegnare tre menzioni speciali ai progettisti “under 40” già vincitori assoluti dei relativi concorsi internazionali (che avranno quindi la possibilità di ricevere l’incarico per la realizzazione delle opere):

Centro culturale a Olivadi (CZ), progetto redatto dal gruppo guidato da Alberto Ferrè (vincitore a Olivadi)

Centro intermodale a Oristano, progetto redatto dal gruppo guidato da Manuela Fantini (vincitore a Oristano)

Lungomare di Pantelleria, progetto redatto dal gruppo guidato da Giorgio Furter (vincitore a Pantelleria)

Gianni Braghieri. Architetture senza tempo

1.jpg3.jpgNello spazio della Gran Conserva al Museo Nazionale di Villa Pisani, si terrà fino al 12 giugno 2010 la mostra “Gianni Braghieri. Architetture senza tempo”, che raccoglie modelli e disegni di architettura di uno dei più significativi interpreti della cultura architettonica europea contemporanea.
Curata da Giovanni Furlan e Alessandro Tognon, la mostra (prima in Veneto dedicata all’architetto) segue il filo dell’intera evoluzione dell’opera di Gianni Braghieri, illustrando come la dimensione della ricerca nel campo della rappresentazione e della fotografia in lui intersechi e trovi traduzione sul piano della costruzione.
40 anni di storia e di “visione” dell’architettura: più di 150 i disegni originali esposti, tratti dal catalogo di progetti e realizzazioni dell’architetto, a illustrare l’intero arco della sua produzione. Accanto a questi, una scelta di modelli di studio in diversi materiali, dalla carta al legno, dalla pietra all’ottone e all’acciaio. E ancora fotografie, tutte in bianco e nero, che diventano lo strumento di osservazione e supporto per l’analisi, la composizione e la rappresentazione dello spazio fisico e di quello astratto della poetica di Braghieri.
A chiudere la mostra e il percorso ideale suggerito, la “Stanza per la XVI Triennale di Milano”, matrice progettuale del lavoro di Braghieri, fatta di accelerazione prospettica e di ripetizione seriale di elementi.

“Costruire oggi per il futuro: sistemi in legno e sistemi in cemento per l’architettura eco-sostenibile”

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Il 20 maggio 2010 , presso il centro congressi di Torino, si svolgerà il secondo incontro dell’edizione dei Convegni Pircher 2010, “Costruire oggi per il futuro: sistemi in legno e sistemi in cemento per l’architettura eco-sostenibile”.

Tanti gli argomenti di grande interesse ed attualità: efficienza energetica, benessere abitativo, l’architettura modulare prefab. Sono stati altresì introdotti nuove argomenti come le tecnologie del recupero e riutilizzo dell’acqua piovana di Pircher Cittiglio (VA) e la riqualificazione energetica degli edifici esistenti a costo zero.

Prossima data: Bergamo, 1 ottobre.
Link: pircher

Il Green Lighthouse


Questo è il Green Lighthouse, il primo edificio pubblico danese a emissioni zero e anche il progetto pilota di un programma che intende azzerare le emissioni di Co2 della città entro il 2025. E’ stato inaugurato da poco in occasione dell Conferenza ONU sui cambiamenti climatici.
Progettato dai danesi Christensen & o Arkitekter con la collaborazione del Ministero danese della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione, hanno partecipato anche l’Università e le aziende Velux e Velfac.
La forma dell’ edificio è stata progettata tenendo conto dell’incidenza dei raggi solari durante tutto l’arco dell’anno.
Via: greenlighthouse e-architect.co velux inhabitat

Grand Hotel…Turbina

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Grand Hotel Turbina, potrebbe essere il concetto di hotel del futuro. L’idea di trasformare le turbine, ormai simbolo delle energie rinnovabili, in resort di lusso è venuta agli architetti dello studio OnOffice che stanno lavorando al progetto Turbine City che sorgerà al largo di Stavanger in Norvegia, l’idea è quella di coniugare energie rinnovabili e turismo.
Se Turbine City avrà successo, la pala eolica non sarà più un oggetto puramente funzionale che deturpa il paesaggio ma un edificio dotato di una propria personalità come possiamo vedere nella foto in basso.
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link: onoffice designboom

NASA’s Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California

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Questo è il nuovo NASA’s Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California, inaugurato il 26 ottobre 2009 con una cerimonia e un taglio del nastro.
Il JPL è stato progettato e costruito rispettando i criteri Leed riducendo l’uso dell’energia e dell’acqua e includendo i seguenti elementi sostenibile:

- Rubinetti a basso flusso e servizi igienici per ridurre il consumo di acqua del 44%;
- Tetto vegetazione per ridurre al minimo deflusso e stabilizzare la temperatura interna;
- Luce naturale e di controllo dell’illuminazione per aumentare l’efficienza del 25%;
- Piante resistenti alla siccità e native con paesaggio di utilizzare l’acqua 72% in meno;
- Un efficiente sistema di ventilazione termica spostamento in platea;
- Smart riscaldamento, raffreddamento e sistemi di ventilazione;
- L’uso di legni certificati FSC e non vernici e materiali tossici di superficie.

Con tutte le sue caratteristiche l’edificio prevede di risparmiare circa 500.000 litri di acqua all’anno.
Link: prweb jpl.nasa

L’Uovo di Struzzo, l’edificio biocompatibile che concilia l’uomo e l’ambiente

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L’Uovo di Struzzo, l’edificio biocompatibile che concilia l’uomo e l’ambiente è realizzato con materiali naturali che, grazie ad un impianto fotovoltaico, uno geotermico, a una pala eolica e a vetrate basso emissive, è quasi totalmente autonomo dal punto di vista energetico.
Quando si parla di futuro, bisogna prima di tutto osservare il mondo che ci circonda e pensare a chi lo abiterà dopo di noi.
Con questo pensiero fisso il team dello Studio Archingegno e il suo titolare, l’architetto Giuseppe Magistretti, hanno progettato un palazzo che non ha eguali in Italia: un edificio che trae ispirazione dal ciclo naturale delle cose per risparmiare energia, abbattere la produzione di CO2 nell’atmosfera e conciliare l’uomo con l’ambiente che lo circonda.
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L’Uovo di Struzzo con gli Occhi di Mosca è un palazzo di sette piani, la cui forma ellittica garantisce la minima resistenza aerodinamica ai venti, costruito con materiali naturali come il sughero, il legno lamellare e la fibra di cellulosa.
Le superfici vetrate ed un sistema ad esagoni concentrici funzionanti a doppio schermo, permetteranno di regolare, nelle stagioni e nelle diverse ore del giorno, i raggi di incidenza. Contemporaneamente, i muri di Trombe producono uno sfasamento termico di 4 ore che assicura un sostanziale contributo di calore nella stagione invernale e un clima fresco in quella estiva.
I pannelli fotovoltaici trasparenti e una pala eolica si occuperanno poi della produzione di energia elettrica, mentre un impianto geotermico carpirà l’energia geotermica dal terreno circostante per soddisfare il fabbisogno termico, eliminando così ila dipendenza da carburanti di origine fossile.
Un edificio autonomo, armonico e biocompatibile che guarda dritto al futuro.
Via: Agenzia Press Play
Link: guidaedilizia

Sistema di ventilazione meccanica controllata a doppio flusso con recupero di calore

Il progetto di ristrutturazione della Scuola per l’infanzia “Santa Cecilia” di Colfosco (Treviso) è stato concepito in ottemperanza al Decreto Ministeriale del 18 Dicembre 1975, relativo alle “Norme tecniche aggiornate relative all’edilizia scolastica”, nel quale si dispone che “vengano assicurati adatti valori della umidità relativa negli ambienti interni adibiti ad attività didattiche e collettive nel periodo invernale, mediante un trattamento di umidificazione dell’aria esterna effettuato dall’impianto di ventilazione idoneo a realizzare un’umidità relativa dell’aria ambiente del 45-55% e a mantenere negli ambienti una temperatura costante di 20°C”.
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La soluzione adottata, al fine di garantire una migliore qualità dell’aria e della vita delle persone, è il sistema di ventilazione meccanica controllata a doppio flusso con recupero di calore di Aldes Italia, conforme ai requisiti della UNI EN 15251, del 2008, che stabilisce “i criteri per la progettazione dell’ambiente interno e per la valutazione della prestazione energetica degli edifici, in relazione alla qualità dell’aria interna, all’ambiente termico, all’illuminazione ed all’acustica.”

Questa tecnologia elimina gli agenti inquinanti nell’ambiente, consente di preservare la Scuola per l’infanzia “Santa Cecilia” dal degrado dovuto all’umidità, favorisce un elevato risparmio energetico, evitando la dispersione del calore e pericolosi sbalzi termici, causati dall’apertura delle finestre, l’entrata in funzione della rete aeraulica prevede la purificazione dell’aria tramite appositi filtri rendendo l’ambiente scolastico più confortevole ed igienico.

Il sistema, scelto dall’Ing. Mario Pederiva di Colfosco ed installato dall’impresa Impianti Termoidraulici di Fabio Storer di Treviso, è risultato anche particolarmente idoneo ad assicurare il rispetto delle linee guida sulle certificazioni energetiche degli edifici.

Nel dettaglio, l’impianto con due flussi prevede il recupero dell’energia contenuta nell’aria espulsa, nella misura del 70%, che viene utilizzata per riscaldare l’aria che sarà immessa nell’ambiente, assicurando una sensibile riduzione dei costi di riscaldamento. Inoltre, la soluzione permette un’aerazione uniforme e costante dei locali, aumentando i volumi dell’aria di rinnovo in aule e sale comuni e l’estrazione dell’aria inquinata da bagni, spogliatoi e mense, con un sistema autoregolabile.

Questo progetto rientra perfettamente nella filosofia, perseguita dalla Direzione Scolastica dell’Istituto, da sempre orientata ad assicurare ai bambini un ambiente accogliente e stimolante, dotato di stanze ampie e decorate, ben illuminate ed in grado di offrire il massimo comfort.
Via: Ufficio Stampa Aldes Italia